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Dott.ssa Valentina Zorzan
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Nutrizione

Dieta chetogenica: dimagrire velocemente, ma con che risultati?

Le diete chetogeniche sono regimi alimentari che riducono al minimo l’assunzione di carboidrati; il nostro organismo, privato della principale fonte di glucosio, è indotto a utilizzare grassi e proteine per sintetizzare questo zucchero necessario per la produzione di energia. Queste diete favoriscono, al contrario, l’assunzione di proteine che dovrebbero evitare la perdita di massa magra e stimolano la produzione di corpi chetonici che hanno un effetto anoressizzante ed euforizzante.
Il successo riscosso è dovuto a diversi fattori:

  • Rapidità nel dimagrimento: mangiare “solo carne e pesce” e in minima parte verdure, oppure utilizzare “beveroni” proteici come complementi del pasto, determinano una gran velocità nella perdita del peso.
  • Facile da seguire: spesso non vengono date le quantità, sono schemi semplici da seguire e i menù sono facili da preparare.
  • Promesse intriganti: la maggior parte di queste diete di grido promette la perdita di chili in poco tempo, senza riprenderli una volta conclusa la dieta.

Bisogna però soffermarsi su alcuni aspetti non sempre dichiarati:

  • Controindicazioni: oltre a essere sconsigliate in casi di diabete, anche chi soffre di obesità e problemi cardiovascolari dovrebbe fare attenzione a ingerire grandi quantità di alimenti animali perché ricchi di grassi saturi e colesterolo. Inoltre, un eccesso di proteine, può appesantire la funzionalità epatica e renale, quindi, bisogna fare attenzione se si hanno problemi a questi organi e comunque bere molta acqua o estratti di erbe depurative.
  • Diseducazione alimentare: queste diete creano uno squilibrio che induce chi le segue a pensare che per dimagrire sia necessario solo eliminare un intero gruppo di alimenti (i carboidrati). In realtà esse non possono essere seguite per lunghi periodi perché squilibrate appunto.
  • Effetto yo-yo: nella maggior parte dei casi, i chili persi si recuperano, soprattutto se sopraggiungono stress, malattie o altri tipi di problemi.

Ciò dimostra che è più importante un’educazione alimentare che spieghi come mangiare in modo equilibrato, un programma alimentare che valuti i cibi più adatti al nostro stato di salute e alle nostre esigenze personali e che spieghi anche come affrontare i periodi di stress senza aumentare di peso. Questo è più efficace di una dieta “lampo” che deve essere rifatta almeno ogni anno e che non può essere applicabile ad un’alimentazione normale che, necessariamente, comprende tutti i gruppi alimentari.

I carboidrati fanno ingrassare?

Molti pensano che eliminando i carboidrati (identificati come pane, pasta, riso e prodotti da forno) si possa dimagrire in modo rapido. Ciò perché siamo abituati a mangiare una quantità eccessiva di questi prodotti per lo più raffinati, cioè lavorati a livello industriale. Pane, pasta e riso raffinati sono caratterizzati da un indice glicemico alto, responsabile del veloce aumento di insulina che determina un rapido accumulo del glucosio sotto forma di trigliceridi nel tessuto adiposo.
Quindi il consiglio non è quello di eliminarli del tutto, ma cercare di sostituirli con prodotti integrali caratterizzati da un indice glicemico basso.
I prodotti da forno confezionati più diffusi (come crackers, grissini, barrette brioches) non solo contengono alte quantità di zuccheri raffinati semplici e complessi, ma anche grassi di questi prodotti è invece consigliabile ridurre il più possibile il consumo.

I vegetariani rischiano carenze alimentari?

Chi decide di intraprendere una dieta vegetariana (che comprende, quindi, latte e uova) ha basse probabilità di riscontrare carenze proteiche e/o vitaminiche. Il principale dubbio è di solito quello sul corretto introito di proteine e di vitamina B12. Le proteine “nobili”, cioè quelle più complete a livello aminoacidico, si trovano infatti nei prodotti di origine animale. I vegetariani che consumano latte, uova e derivati, non rischiano, quindi, di avere carenze aminoacidi; anzi il maggiore utilizzo di alimenti come la soia e i suoi derivati e come i legumi non determinano problemi, soprattutto se si abbinano i cereali (meglio se integrali).
Chi decide invece di intraprendere una dieta vegana (senza né latte né uova nè loro derivati) dovrà fare più attenzione all’introito di vitamina B12, scegliendo alimenti “fortificati” o integratori specifici.



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